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Lettera del Vice Presidente agli associati

Programma Leroy

Pena di Morte

Lettera FR.

Lettera GB.

Carta Torino

Presentazione Carta "La Pazienza"

Presentazione Carta - Avv. Maccagno.

Presentazione Lisbona - Avv. Micolano.

Programma Napoli

Atti Napoli

 

Risoluzione approvata dal Congresso di Lisbona il 3 Settembre 2003

 

“ Non può esservi giustizia che uccide” ha scritto Robert Badinter

 

L'UNIONE INTERNAZIONALE DEGLI AVVOCATI, a richiesta di numerosi membri collettivi ed individuali, propone l'adozione di una risoluzione relativa alla pena di morte.

Questa risoluzione tiene conto del fatto che la pena di morte è ancora praticata in una gran parte del mondo. Nel 2002, 84 paesi praticavano ancora la pena di morte: fra di essi gli Stati Uniti, la Cina ed il Giappone, nonché un gran numero di altri paesi dell'Asia, dell'Africa e del Medio Oriente.

E' parso oggi ad un gran numero di avvocati nel mondo che la pena di morte non dissuada i criminali dall'uccidere, che non abbia alcun effetto sul tasso di criminalità e che colpisca spesso soggetti deboli che appartengono a minoranze o non dispongono di mezzi per difendersi.

E' dunque necessario incoraggiare l'aggiornamento delle legislazioni internazionali, considerato che la quasi totalità delle organizzazioni di avvocati nel mondo è attualmente favorevole all'abolizione della pena di morte.

L'Unione Internazione degli Avvocati,

attenta al rispetto del diritto alla vita quale proclamato dall'art. 3 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, dall'art. 6 del Patto Internazionale relativo ai diritti civili politici e dall'art. 6 comma a dell'art. 37 della Convenzione relativa ai diritti del minore;

Persuasa che ogni iniziativa volta all'abolizione della pena di morte contribuisce a promuovere la dignità umana,

Riconoscendo il diritto incontestabile e la responsabilità di tutti gli stati di perseguire e giudicare gli autori dei crimini più gravi,

Considerando peraltro che la pena di morte non è accettabile neppure quando è applicata in seguito a una procedura che assicura le garanzie del giusto processo,

Considerando in numero elevato di errori giudiziali che determinano applicazione della pena di morte,

Sostenuta dal fatto che il numero di paesi abolizionisti cresce regolarmente,

Compiacendosi del fatto che la pena di morte è esclusa dalle pene che possono essere pronunziate dal Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia, dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda e dalla Corte penale internazionale; considerando che l'esclusione di tale pena per i crimini che hanno dovuto o dovranno giudicare queste giurisdizioni, vale a dire crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, rende ancor meno giustificabile l'applicazione della pena di morte per i crimini di diritto comune;

Considerando che l'abolizione della pena di morte costituisce un obbiettivo essenziale di tutti i fori o associazioni di avvocati rappresentate in questa organizzazione;

Invita gli avvocati, gli ordini forensi e le associazioni di avvocati degli Stati che non hanno abolito la pena di morte ad attirare l'attenzione delle loro autorità statali sul rispetto dell'art. 6 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici nonché delle garanzie delle Nazioni Unite per la protezione dei diritti delle persone passibili della pena di morte, in particolare le disposizioni che vietano la condanna a morte e l'esecuzione delle persone di meno di 18 anni al momento della commissione dei crimini e degli infermi di mente;

Invita gli stessi avvocati, gli ordini forensi e le associazioni di avvocati a far conoscere all'UIA tutte le informazioni relative a qualsiasi procedura iniziata nei confronti di persona che rischi la pena di morte;

Invita gli avvocati degli ordini forensi e le associazioni di avvocati degli stati che hanno abolito la pena di morte ad intervenire presso le loro autorità affinché si oppongano a qualsiasi domanda di estradizione proveniente da Stati che praticano ancora la pena di morte quando la persona processata rischi una tale pena;

Impegna tutti gli Stati aderenti al patto internazionale relativo ai diritti civili e politici che non l'hanno ancora fatto a ratificare il secondo Protocollo facoltativo del patto, volto ad abolire la pena di morte;

Chiede a tutti gli Stati che praticano ancora la pena di morte di istituire una moratoria delle esecuzioni;

Chiede agli Stati che non applicano più la pena di morte, ma la mantengono i vigore nelle loro legislazioni, di abolirla.


L'Unione Internazionale degli Avvocati intende, con l'adozione di questa risoluzione, riaffermare il suo impegno alla difesa di un ordine internazionale retto dalla preminenza del diritto e dal rispetto dei diritti dell'uomo, primo fra tutti il diritto alla vita.

Considera che l'abolizione della pena di morte – pena contraria ai principi universali di giustizia – è essenziale per lo sviluppo di uno Stato di diritto rispettoso della dignità della persona umana.